Costa Meridionale della Sicilia

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La meta principe di questo lungo litorale è la grandiosa Valle dei Templi di Agrigento, ma alle estremità occidentali e orientali della costa meridionale si trovano anche alcune fra le spiagge più incantevoli della Sicilia; purtroppo molte località che avrebbero avuto una vocazione turistica balneare vengono ignorate a causa dei grandi impianti petrolchimici che deturpano il paesaggio in alcuni punti della costa, oltre a inquinare pesantemente i tratti di mare che si trovano di fronte.

Capo Passero è la punta meridionale della Sicilia, una zona con spiagge di vario tipo subito a sud della bellissima Riserva naturale di Vendicari. Un luogo molto particolare è l’antica tonnara di Portopalo, dove si trova anche una caletta dalle acque limpidissime.

Anche Pozzallo ha una spiaggia molto bella, accanto alla trecentesca Torre Cabrera, così come Punta Secca, che ha una bella spiaggia su cui si affacciano direttamente caratteristiche case in stile mediterraneo.

Più avanti Gela non ha certo belle spiagge pulite, ma possiede una delle fortificazioni greche più imponenti, che merita di essere visitata. Le fortificazioni di trovano a Capo Soprano e risalgono al IV sec. a.C., mentre in città si può visitare il Museo Archeologico che ospita un’importante collezione di vasi dipinti risalenti in gran parte ai secoli VII e V a.C.

Agrigento viene sfruttata quasi esclusivamente come base per visitare uno dei siti archeologici più belli del mondo, e non è cosa da poco, ma la città ha anche un nucleo medievale molto bello che in alcuni punti ha delle buone panoramiche sulla Valle dei Templi (anche se è piuttosto difficile tenere fuori campo le brutture edilizie che ne circondano la periferia).

Superata Agrigento, a Eraclea Minoa troverete un altro importante sito archeologico ellenico e una delle spiagge più belle della costa meridionale, Capo Bianco, una lunga spiaggia sabbiosa delimitata da rocce e falesie bianche.

Sciacca, con le sue case colorate a ridosso dell’acqua, il porto peschereccio e la varietà e la stratificazione degli stili architettonici, è una delle piccole perle di questo versante della Sicilia, che non nasconde le sue radici arabeggianti. Più che il singolo monumento, più che le spiagge vicine, è tutta la città nel suo insieme a incantare. Il borgo è arroccato in maniera labirintica sulla collina; uno dei punti panoramici più belli è Piazza Scandaliato, affacciata sul mare e sul porto. Più avanti, poco distante dal Duomo, di origini normanne, fra i vari palazzi di corso Vittorio Emanuele spicca il Palazzo Steripinto, in stile catalano del XV secolo. Rinomata per la sua produzione di maioliche e per il Carnevale, Sciacca è anche uno dei posti migliori dove mangiare pesce, fresco e alla portata di tutti.

Poco fuori Sciacca si trova un giardino molto particolare, il Castello Incantato, in cui campeggiano delle grandi teste di pietra scolpite dal proprietario del giardino, Filippo Bentivegna, ora deceduto.

Selinunte è un altro sito archeologico di particolare bellezza e se vi volete fermare per un bagno, poco prima del sito c’è la spiaggia di Marinella di Selinunte, una grande distesa sabbiosa, un po’ invasa dalle alghe ma molto bella e adatta per il surf.

Passata Selinunte comincia la parte più occidentale della Sicilia, quella in cui la tradizione fenicia e soprattutto araba, si sono fatte sentire maggiormente. Anche geograficamente il territorio, piatto e costellato di case bianche di forma cubica, richiama alla mente il Nord Africa, del resto più vicina rispetto alla stessa costa orientale dell’isola.

Mazara del Vallo fu una delle città più fiorenti dell’isola, sotto gli arabi, e capoluogo del più grande fra i walis (da cui l’aggiunta del “Vallo”; i walis erano i distretti amministrativi) in cui era divisa allora la Sicilia. Fu la prima ad essere conquistata dagli arabi, e l’ultima a essere ceduta. Il conte Ruggero stabilì qui una forte presenza normanna e Mazara continuò a conservare la sua importanza anche dopo la definitiva conquista normanna, avvenuta nel 1087.

L’influenza araba è evidente nell’intrico di strade del quartiere della Kasbah, dove adesso vive la gran parte della comunità tunisina di Mazara del Vallo. Qui si trova un ristorante tunisino, molto alla buona, fatto sul genere delle nostre osterie, che serve due o tre piatti diversi al giorno; molto economico e veramente buono.

La presenza normanna ha lasciato tracce di sé ad esempio nel Castello del Conte Ruggero, le cui rovine campeggiano in Piazza Mokarta, e nella chiesa di San Nicolò Regale, che presenta chiari elementi arabi.

Immancabili gli edifici barocchi, come il Duomo, di costruzione normanna ma completamente ricostruito alla fine del XVII sec., e gli edifici barocchi di Piazza della Repubblica. In Piazza del Plebiscito, la chiesa di Sant’Egidio (XV sec.) ospita il Museo del Satiro, dove fondamentalmente si trova il famoso Satiro di bronzo del IV sec. a.C., rinvenuto a fine anni Novanta nelle acque fra Pantelleria e Capo Bon, e pochi altri reperti.

A chi la visita Mazara dà la giusta dose di intimità e di rilassatezza; conoscere il suo centro storico e il quartiere della kasbah è un’attività che occupa poche ore, ma la sua aria da luogo di confine fa venire voglia di fermarsi qualche giorno sollazzandosi fra cortili, viuzze strette e lungomare. Altro ottimo motivo per fermarsi due o tre giorni a Mazara del Vallo è che si mangia veramente bene spendendo poco: nei menù abbonda il pesce, ed è ormai un piatto locale il cous cous; ottime anche gelaterie e pasticcerie.

Di fondazione cartaginese, Marsala fu più tardi ribattezzata Marsah Alì (porto di Alì) dai saraceni che ne fecero la loro principale base sull’isola. Più cara rispetto agli altri centri della zona, è però una buona base se si vogliono visitare anche Pantelleria o le Egadi. Si possono inoltre visitare alcuni dei bagli o delle cantine sociali dove si produce il tanto amato vino liquoroso che porta il suo nome e dove è possibile degustarlo.

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