L’Etna

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La costante paesaggistica per chilometri e chilometri in questa zona della Sicilia è l’alta cima dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, un’enorme cono che spicca in mezzo alla pianura con i suoi 3323 m di altezza. Sulla cima si trova il cono terminale, ma su diversi versanti emergono numerosi crateri secondari.

Il paesaggio naturale è meraviglioso e vario: la vegetazione è ricca e rigogliosa fino ai 2000 m, dove alle vaste colture di agrumi, vigne e alberi da frutto, intorno ai 1300 m si sostituiscono pini, querce, castagni, faggi e betule. Oltre i 2000 m si trovano ginepri, saponarie, artemisie e varietà endemiche come la violetta dell’Etna e l’astragalo etneo. Questo fino ai 2500 m, oltre i quali pochissime e sparute specie riescono a sopravvivere e il paesaggio si fa lunare.

Per avere una panoramica completa si può prendere la Circumetnea che in circa 3 ore fa il periplo del vulcano attraversando paesi e colate laviche. Ma se volete avere un incontro ravvicinato occorre puntare alle pendici, settentrionale e sud orientale in particolare.

Con i mezzi pubblici gli unici itinerari praticabili sono quelli del versante meridionale, servito da frequenti pullman che collegano Catania ai paesi che si trovano qui. Altrimenti il modo migliore è spostarsi con un mezzo proprio o unirsi a un tour organizzato da Catania o da Taormina.

Per arrivare alla vetta si percorrono 10 chilometri di pista accidentata quasi completamente coperta di lava; la strada è sicura, purché non si oltrepassi il limite di sicurezza. A causa delle eruzioni dell’Etna, le attrezzature turistiche (strade, piste, funivie, rifugi) non hanno carattere definitivo e possono essere rimosse o soppresse a seconda della gravità dei danni arrecati dall’eruzione più recente. Le escursioni sul vulcano possono essere annullate in caso di maltempo (pioggia, nebbia).

È utile tenere presente che, soprattutto per il versante nord-est, il periodo in cui l’escursione è possibile varia ogni anno a seconda delle nevicate. All’inizio della stagione (normalmente a maggio) vengono effettuate gite più brevi che raggiungono quote meno elevate; solo quando le strade sono state liberate dalla neve e, nel tratto più alto, è passata la ruspa, si raggiunge quota 3000. Il periodo migliore per effettuare l’escursione quindi è normalmente la piena estate.

Il momento migliore è l’alba, quando in genere il cielo è più limpido. Sia per le escursioni a quota più bassa che per quelle che invece raggiungono le altitudini più elevate è necessario tener presente che la temperatura può raggiungere minime molto basse. È quindi consigliabile essere equipaggiati con un maglione ed una giacca a vento e indossare scarpe adatte (meglio se scarponcini da trekking, perchè spesso in alto si trova la neve). Se non avete con voi l’abbigliamento adatto potrete noleggiare giacche a vento e scarponcini in uno dei punti di partenza dell’escursione. Inoltre, dato che il riverbero del sole può essere molto intenso, è meglio essere sempre provvisti di occhiali da sole.

Il versante più suggestivo e spettacolare è quello settentrionale. Vi si accede da Linguaglossa e poco oltre Piano Provenzana è consigliabile, anche per chi ha un fuoristrada, lasciare il proprio mezzo e aggregarsi a una gita organizzata in jeep, un po’ cara ma senz’altro meritevole.

Sul versante meridionale il paese più bello è Zafferana Etnea, circondata da vigneti e agrumeti e apprezzata meta di turismo montano. Si raggiunge comodamente da Catania in un’ora di autobus. Nicolosi si trova sulla traiettoria della colata lavica dell’eruzione del 2002 e meta sciistica invernale. Anche questa è servita dagli autobus di linea in partenza dalla Stazione Centrale di Catania, uno solo dei quali, quello della mattina presto (da 1 a 2 ore), arriva fino al rifugio/albergo di montagna che segna la fine della strada transitabile sul versante meridionale, il Rifugio Sapienza, a 1400 m dalla vetta, salvato dalla violenta eruzione del 2001 grazie alla costruzione di canali per deviare e contenere la lava, e sopravvissuto anche a quella del 2002.

Da qui si può proseguire a piedi, in una salita piuttosto impegnativa di circa 4 ore, oppure si può salire a bordo di delle jeep in un tour guidato o ancora servirsi della funivia, ovviamente rimanendo in ogni caso entro i limiti di sicurezza: in seguito all’eruzione del 2001 non è più consentito avvicinarsi al cratere principale. Se sarete fortunati e non troverete nubi o foschia e potrete vedere uno dei paesaggi più sensazionali della Sicilia ma non solo.

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